Premessa metodologica

 

Il metodo “puramente normativo” della Scuola Edizioni Giuridiche – Formazione, si basa su un approccio logico-analitico alle tracce d’esame, che privilegia il ragionamento giuridico attraverso l’utilizzo del dato normativo e del sillogismo aristotelico.

Questo particolare “metodo normativo” consente di sviluppare qualsiasi tipologia di traccia e di risolvere agevolmente ogni problematica giuridica ad essa sottesa.

In tale prospettiva, i più recenti orientamenti giurisprudenziali verranno analizzati e utilizzati unicamente come validi sostegni della personale argomentazione dell’allievo.

Riteniamo, infatti, che l’originalità e la correttezza del ragionamento giuridico possano conferire agli elaborati quegli elementi di differenziazione e qualificazione necessari per superare le prove scritte dell’esame scritto d’avvocato che, ricordiamo, dall’anno 2017, non si svolgerà più con ausilio dei codici annotati.

 

Schemi ragionati con ipotesi di risoluzione a cura delle docenti:

Avv. Elisabetta Patrito e Maria Francesca Mascia

 

Parere di diritto civile – Traccia n. 1: Esame Scritto Avvocato 2016

 

Nel corso della seconda lezione di equitazione all’interno del maneggio della società Alfa, il piccolo Tizio, figlio dei signori Beta, viene disarcionato dal cavallo e cade rovinosamente a terra.  Condotto al Pronto soccorso e sottoposto a controllo radiografico, al piccolo viene diagnosticata una forte contusione al polso destro e applicato un tutore mobile per la durata di 20 giorni.  Poiché, tuttavia, anche decorso tale periodo, il bambino continua a lamentare una evidente sintomatologia dolorosa e non riesce a muovere la mano, i signori Beta lo fanno visitare da uno specialista che, dopo aver effettuato una radiografia in una diversa proiezione, si avvede dell’esistenza di una frattura (non evidenziata al momento della visita al Pronto soccorso) che, a causa del tempo ormai trascorso, non può più consolidarsi se non attraverso un intervento chirurgico, da effettuarsi quanto prima.

Malgrado l’intervento chirurgico venga eseguito a regola d’arte, con conseguente immobilizzazione dell’arto per i successivi 45 giorni, anche dopo le sedute di riabilitazione (protrattesi per i successivi 60 giorni) il piccolo riporta una invalidità permanente del 6%.

I signori Beta si recano quindi da un legale e, dopo aver esposto i fatti sopra detti, aggiungono: – che il cavallo montato dal piccolo Tizio aveva già mostrato, fin dall’inizio della lezione, evidenti segni di nervosismo, tanto che l’istruttore era già intervenuto due volte per calmarlo; – che al momento dell’iscrizione del proprio figlio al corso la società Alfa aveva fatto loro sottoscrivere una dichiarazione di esonero da ogni responsabilità per i danni eventualmente derivanti dallo svolgimento della pratica sportiva; – che, ove prontamente diagnosticata, la frattura avrebbe potuto consolidarsi senza necessità di ricorrere all’intervento chirurgico; – che per l’intervento chirurgico e per la successiva riabilitazione (effettuati entrambi in strutture private a causa dell’urgenza), avevano dovuto sostenere la complessiva spesa di euro 10.000,00.

Il candidato, assunte le vesti del difensore dei signori Beta, rediga un motivato parere illustrando le questioni sottese al caso in esame e prospettando le azioni più idonee a tutelare le ragioni dei propri assistiti.

 

 

Dati fattuali rilevanti: Il piccolo Tizio viene disarcionato da cavallo durante una lezione di equitazione in un maneggio, cade rovinosamente a terra e riporta delle lesioni al polso, non correttamente diagnosticate e curate dal medico del Pronto Soccorso, che si limita a rilevare una semplice contusione. Necessità di un intervento chirurgico in seguito alla corretta diagnosi di frattura del polso destro. Sfortunatamente, nonostante l’intervento sia eseguito a regola d’arte, residuano postumi permanenti (invalidità del 6%). Sussistenza di spese per cure mediche sostenute dai genitori Beta e pari ad euro 10.000.

 

Questioni giuridiche sottese: Configurabilità della responsabilità della Società Alfa e natura giuridica della stessa: artt. 1218, 2050 c.c. o 2052 c.c.? Rilevanza della condotta dell’istruttore/colpa grave. Validità delle clausole di esonero della responsabilità ex art. 1229 c.c. Responsabilità della struttura sanitaria e del medico: extracontrattuale o da contatto sociale qualificato? Accertamento del nesso di causalità con particolare riferimento alla rilevanza delle concause. Responsabilità solidale ex art. 2055 c.c. della Società Alfa e della Struttura ospedaliera per la lesione riportata dal piccolo Tizio. Danni risarcibili: danno patrimoniale o non patrimoniale.

 

Norme giuridiche applicabili: Artt. 40-41 c.p., 1173, 1218, 1229, 2043, 2050, 2052, 2059, 2697 c.c.

 

Soluzione/Sussunzione: Occorre suddividere l’argomentazione del parere in tre parti, corrispondenti alle tre macro-questioni giuridiche ad esso sottese.

 

  • – Responsabilità della società Alfa, titolare del maneggio.

E’ preferibile l’inquadramento nell’alveo dell’art. 2050 – e non 2052 c.c. –in materia di esercizio di attività pericolose; tuttavia la responsabilità del titolare del maneggio, a ben vedere, stante la sussistenza a monte di un contratto stipulato dai signori Beta, nella loro qualità di genitori del piccolo Tizio, potrebbe essere ricondotta anche nell’alveo della responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.

In particolare la causa di tale contratto è ravvisarsi non soltanto nello scambio tra prestazione principale, avente ad oggetto le lezioni di equitazione, e corrispettivo, ma in una serie prestazioni accessorie ex art. 1175 c.c. identificabili negli obblighi di protezione.

La differenza si può cogliere, tra le altre cose, in relazione all’onere probatorio richiesto dalle due fattispecie: nel 2050 c.c., fattispecie di responsabilità aggravata, si assiste ad una inversione dell’onere della prova, di talché il danneggiato dovrà dimostrare il nesso di causa e il danno subito, ma non la colpa; viceversa, nella responsabilità ex art. 1218 c.c. il creditore avrà l’onere di allegare l’inadempimento e provare titolo costitutivo e danno subito. Nemmeno in tale caso dovrà dimostrare la colpa del debitore.

 

  • – Validità di clausole di esonero sottoscritte dai signori Beta.

La sussunzione nell’alveo del 1218 c.c. giustificherebbe anche la sottoscrizione di clausole di esonero, come risulta dalla traccia; dette clausole infatti non sono ipotizzabili nell’ambito della responsabilità extracontrattuale pura.

Ed in ogni caso, v’è da dire che a mente dell’art. 1229 c.c., le clausole in parola debbono considerarsi nulle, poiché è ravvisabile, oltre la colpa grave dell’istruttore – il quale, dinnanzi al contegno irrequieto dell’equino, non ha interrotto immediatamente la lezione – un danno non patrimoniale afferente ad interessi della persona indisponibili, tutelati a livello costituzionale.

 

  • Responsabilità della Struttura sanitaria/Pronto Soccorso e del medico.

Va esclusa indubitabilmente la responsabilità del medico specialista e dell’equipe di chirurghi che hanno operato il piccolo Tizio, per difetto di nesso causale e di colpa. Quanto invece alla responsabilità per il danno-evento riportato dallo stesso (lesione del suo diritto alla salute, tutelato dall’ art. 32 Cost.), occorre distinguere la posizione del Pronto Soccorso, attesa la natura contrattuale della responsabilità nei confronti del piccolo Tizio, da quella “da contatto sociale qualificato” del medico ex artt. 1173-1218 c.c., nonostante l’infelice formulazione dell’art. 3, della L. 158/2012, cd. Riforma Balduzzi, che discorre di responsabilità extracontrattuale.

E’ pacifico, inoltre, che i danni riportati da Tizio siano di natura patrimoniale, avendo sostenuto spese mediche per un importo pari a 10.000 euro, e non patrimoniali, sub specie di danno biologico, avendo riportato un’invalidità permanente del 6%.

 

Ma chi risponde di tali danni?

Dal punto di vista causale (artt. 40-41 c.p.), il danno è stato cagionato dalla condotta:

  • del titolare del maneggio;
  • del Pronto Soccorso/medico, per omessa diagnosi, che costituiscono antecedenti necessari nella verificazione dell’evento lesivo (cd. concause).

Ci troviamo pertanto di fronte ad un concorso tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale e di tipo solidale ex art. 2055 c.c.

Si ricordi che la regola probatoria applicabile nel processo civile nell’accertamento del nesso di causalità è diversa e meno rigorosa rispetto al processo penale (cd. regola BARD), essendo sufficiente, ai fini della responsabilità civile, “il più probabile che non”.

 

Note: la responsabilità extracontrattuale, con particolare riferimento alla responsabilità sanitaria, è stata trattata a più riprese durante il corso di Edizioni Giuridiche – Formazione. Idem dicasi del nesso di causalità e del suo accertamento in sede civile e penale.

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