Premessa metodologica

Il metodo “puramente normativo” della Scuola Edizioni Giuridiche – Formazione, si basa su un approccio logico-analitico alle tracce d’esame, che privilegia il ragionamento giuridico attraverso l’utilizzo del dato normativo e del sillogismo aristotelico.

Questo particolare “metodo normativo” consente di sviluppare qualsiasi tipologia di traccia e di risolvere agevolmente ogni problematica giuridica ad essa sottesa.

In tale prospettiva, i più recenti orientamenti giurisprudenziali verranno analizzati e utilizzati unicamente come validi sostegni della personale argomentazione dell’allievo.

Riteniamo, infatti, che l’originalità e la correttezza del ragionamento giuridico possano conferire agli elaborati quegli elementi di differenziazione e qualificazione necessari per superare le prove scritte dell’esame scritto d’avvocato che, ricordiamo, dall’anno 2017, non si svolgerà più con ausilio dei codici annotati.

 

Schemi ragionati con ipotesi di risoluzione a cura delle docenti:

Avv. Elisabetta Patrito e Maria Francesca Mascia

 

Terza giornata – L’atto.

 

Traccia n. 1 – Atto Giudiziario in materia di diritto civile.

 

Con accordo di separazione coniugale omologato nel marzo 2016, Caio, sul presupposto che il reddito familiare prima della separazione ammontasse ad euro 5.000,00 mensili e che quello suo personale ad euro 3.200,00 mensili, si è impegnato a corrispondere a Sempronia un assegno mensile di euro 1.600,00 per il mantenimento del figlio della coppia Caietto, nonché a trasferire a quest’ultimo, senza ricevere alcun corrispettivo, la piena ed intera proprietà dell’unico immobile di cui è proprietario.

L’accordo tra i coniugi prevede, inoltre, che Caietto continui a vivere insieme alla madre presso altro appartamento di proprietà di quest’ultima che fino alla data della separazione aveva costituito l’abitazione coniugale.

Tizio, che vanta nei confronti di Caio un ingente credito in forza di rapporti commerciali intercorsi con il predetto nell’anno 2015, venuto a conoscenza di tale trasferimento di proprietà avvenuto nel settembre del 2016 e, ritenendo che lo stesso possa pregiudicarlo, si reca dal proprio legale di fiducia per conoscere se sono concretamente esperibili delle azioni a tutela del proprio credito.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto giudiziario ritenuto più utile alla difesa degli interessi del proprio assistito.

 

 

Dati fattuali rilevanti: Preesistenza di rapporto di credito fra Tizio e Caio, risalente all’anno 2015; atto di trasferimento in data 2016 dell’unico immobile di proprietà di Caio, a favore di Caietto, che già viveva assieme alla madre in altra abitazione, precedentemente adibita a casa coniugale; diminuzione della garanzia patrimoniale generica costituita dal patrimonio di Caio, oramai svuotato.

 

Questioni giuridiche sottese: Tutela del credito che Tizio vanta nei confronti di Caio. Revocabilità dell’atto di alienazione posto in essere da Caio a favore del figlio Caietto. Natura giuridica del predetto atto: è adempimento di un debito/obbligazione o atto gratuito tout court pregiudizievole delle ragioni creditorie? Presupposti dell’azione revocatoria ordinaria.

 

Norme giuridiche applicabili: Artt. 2740 c.c. “Responsabilità patrimoniale”, 2901 e ss.  c.c.

“Dell’azione revocatoria”, quale mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale.

 

Soluzione/sussunzione:Possibilità di ottenere la dichiarazione di inefficacia dell’atto a titolo gratuito de quo nei confronti di Tizio, al fine dell’esperimento dell’azione esecutiva.

 

Atto giudiziario prescelto: Atto di citazione ex art. 163 c.p.c., da strutturare secondo lo schema tradizionale, con conclusioni calibrate sull’art. 2902 c.c.

 

 

Argomentazione: Non v’è dubbio che l’atto con cui Caio ha disposto dell’unico bene immobile esistente nel suo patrimonio a favore del figlio Caietto, senza alcun corrispettivo, in data 2016, debba considerarsi un “atto a titolo gratuito” pregiudizievole delle ragioni creditorie di Tizio e non “adempimento di un debito scaduto” ex art. 2901, II comma c.c.

Invero l’atto de quo non risulta causalmente ricollegabile all’adempimento degli accordi siglati in sede di separazione a tutela della famiglia e, soprattutto, dell’interesse del figlio minore,  poiché:

  • Caio si è impegnato a corrispondere a Sempronia un assegno mensile di euro 1.600,00 per il mantenimento del figlio della coppia Caietto;
  • Caietto vive con la madre in un altro appartamento, di proprietà di quest’ultima, già adibito a casa coniugale.

Nel caso di specie, sussistono invece tutti i presupposti per l’esercizio dell’azione revocatoria, precisati dall’art. 2901 c.c. (preesistenza del debito, eventus damni, scientia damni)il cui onere probatorio graverà sull’attore Tizio, ex art. 2697 c.c.

 

Note: l’argomento della revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c., unitamente al nuovo istituto ex art. 2929-bis c.c., è stato oggetto di apposita lezione della Scuola Edizioni Giuridiche – Formazione, nonché di specifica traccia assegnata per casa, successivamente corretta in classe.

 

 

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