prova scritta avvocato

L’esame di stato per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione forense si accinge, per effetto dell’entrata in vigore, avvenuta il 22 aprile 2016, del Decreto del Ministro della Giustizia del 25 febbraio 2016, n. 48, attuativo delle disposizioni contenute nell’art. 46 della Riforma della Professione Forense (l. 247/2012), a subire una significativa svolta nelle sue modalità di svolgimento, le quali dovranno, al fine di un corretto e positivo approccio dei candidati alle prove che lo compongono, essere conosciute e comprese chiaramente.

Le principali novità introdotte dal testo ministeriale riguardano, in particolare:

 

  • le caratteristiche delle prove di esame

 

La riforma della Professione forense, infatti, se da un lato conferma la necessità dello svolgimento di tre prove scritte e di una prova orale, dall’altro ne modifica, in parte, il suo svolgimento.

Il candidato che intenda conseguire il titolo abilitativo ai fini dell’iscrizione all’albo degli avvocati deve sostenere in primo luogo tre prove scritte, rispettivamente un parere di diritto civile a scelta tra due tracce, un parere di diritto penale anch’esso a scelta tra due tracce e un atto giudiziario, a sua scelta, nella materia del diritto civile, del diritto penale o del diritto amministrativo.

Tali prove dovranno essere svolte nell’arco di sei ore dalla dettatura della traccia senza l’ausilio di codici annotati o commentati con la giurisprudenza, utilizzando unicamente codici recanti il solo testo di legge, come già accade per il concorso in magistratura, fatta eccezione per le sentenze della Corte Costituzionale riportate in addenda ai singoli articoli interessati in via diretta dalle pronunzie di incostituzionalità (totale o parziale).

I codici, esclusivamente stampati e pubblicati a cura di un editore (compreso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato), dovranno essere depositati in data antecedente allo svolgimento delle prove, comunicata, unitamente al luogo del deposito, dalla commissione distrettuale della propria Corte d’appello, per il controllo e la conseguente ammissibilità degli stessi, attestata tramite l’apposizione da parte di un componente di un visto sulla copertina.

Superate le prove scritte (con un punteggio minimo di trenta in ciascuna prova e un punteggio complessivo non inferiore a novanta) i candidati devono sostenere, in base al calendario predisposto dalla commissione e dalle sottocommissioni distrettuali comunicato tramite pubblicazione nella sezione dedicata del sito internet del Ministero della Giustizia, una prova orale, pubblica e della durata compresa tra quarantacinque e sessanta minuti, volta all’illustrazione delle prove scritte e alla verifica della conoscenza del diritto.

Le materie obbligatorie sono diritto civile, diritto penale e le due procedure relative, nonché l’ordinamento e la deontologia forense. Al candidato sono richieste, inoltre, altre due materie, le quali potranno da lui essere liberamente scelte, tra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento penitenziario e giudiziario.

Le domande sono formulate dalla commissione a seguito di estrazione a sorte dal date base tenuto dal Ministero della Giustizia, con possibilità di ulteriori domande di approfondimento della domanda estratta da parte dei commissari al fine di testare l’effettiva preparazione del candidato.

 

  • trasmissione tramite posta certificata elettronica delle tracce delle prove scritte

 

Al fine di garantire la trasparenza e la regolarità della procedura, il legislatore ha introdotto un sistema di trasmissione dei temi formulati per ciascuna delle tre prove che prevede a loro protezione un meccanismo di crittografia a chiavi asimmetriche.

Tra i centoventi e i sessanta minuti precedenti l’inizio della prova tali temi, così protetti, vengono inviati dal Ministero della Giustizia alla casella PEC –  attivata ad hoc – del presidente di ciascuna commissione distrettuale, il quale all’ora fissata per l’inizio di ognuna delle tre prove deve,  impiegando le credenziali personali a lui rilasciate dal Ministero, accedere all’area riservata e scaricare il file contenente la chiave personale di decrittazione, inserita in quella stessa area nell’arco di tempo compreso tra i sessanta e i trenta minuti precedenti.

In ogni caso, l’operazione deve essere compita prima dell’attivazione del monitoraggio dello spettro radioelettrico e di essa deve essere redatto verbale.

Qualora le prove si svolgano in locali separati, è attivata una casella di posta elettronica certificata anche per il presidente della sottocommissione che vigila sul corretto svolgimento delle prove in tali locali.

Lo stesso viene pertanto munito di credenziali personali per l’accesso all’area riservata contenente il file di decrittazione e il suo nominativo deve, per tale ragione, essere comunicato al ministero almeno dieci giorni prima dell’inizio della prima prova scritta.

 

  • inasprimento dei controlli all’interno dei locali in cui si svolgono le prove scritte

 

Lo svolgimento delle prove scritte si connota nella sua nuova veste anche per l’introduzione del monitoraggio dello spettro radioelettrico con schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei collegamenti wi-fi, eseguita a cura del Ministero dello Sviluppo economico – Direzione generale attività territoriali.

E’ stato confermato il divieto di introdurre nel locale strumenti informatici atti alla memorizzazione, carta da scrivere, appunti, libri, manoscritti, testi non autorizzati. Viene inoltre stabilito il divieto di introduzione di borse o altro tipo di contenitori.

Tutti gli oggetti citati verranno custoditi dal personale preposto alla vigilanza, il quale può, in presenza di fondati motivi di ritenere che il candidato detenga quegli oggetti, invitare lo stesso a sottoporsi a controlli.

Sono comunque possibili controlli casuali sulla base di criteri individuati dalla commissione distrettuale almeno dieci giorni prima dell’inizio della prima prova.

Il candidato deve svolgere, senza conferire con gli altri candidati o con estranei e utilizzando unicamente i fogli forniti dalla commissione recanti timbro di essa, data e visto di un componente, le prove in un tavolo separato rispetto a quello degli altri candidati assegnato dalla commissione in modo casuale tramite criteri individuati entro il giorno precedente la data prevista per la consegna dei codici.

In sostanza, l’aspirante avvocato  non potrà più scegliere il tavolo sul quale svolgere i suoi compiti e troverà i codici depositati sul banco a lui assegnato.

Certamente le  novelle apportate rendono l’esame di Stato di avvocato più severo ed impegnativo di quanto già non fosse in precedenza, ma non può non tenersi in debita considerazione che la sua nuova struttura tende a garantire l’effettiva preparazione del candidato al quale è richiesta una conoscenza completa delle materie di esame senza ausilio di codici commentati, anche al fine di accertare la sua capacità di ragionamento, sulla base dei principi istituzionali e dello studio delle pronunce giurisprudenziali maggiormente significative, nella risoluzione del caso pratico chiamato ad analizzare nei tre giorni di prove, la trasparenza e l’imparzialità della procedura,  nonché il corretto svolgimento delle prove con eliminazione del rischio di irregolarità dovute all’ introduzione di strumenti informatici o di materiale non consentito.

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