image-cropNovità in arrivo anche per la prova orale dell’esame di Stato del 2017.

A partire dalla sessione del prossimo anno, infatti, il candidato ammesso alla prova orale, il cui calendario è predisposto dalla commissione e dalle sottocommissioni del proprio distretto di Corte d’appello e comunicato tramite la pubblicazione nella sezione dedicata del sito internet del Ministero della Giustizia, deve sostenere una prova pubblica della durata compresa tra quarantacinque e sessanta minuti.

Tale prova orale è volta all’ illustrazione delle proprie prove scritte e alla verifica della conoscenza del diritto.

Sin qui, in realtà, nulla di nuovo: già prima delle modifiche introdotte con la legge di Riforma della Professione Forense (l. 247/2012) e confermate con il Decreto del Ministro della Giustizia 48/2016, l’aspirante avvocato che avesse superato lo “scoglio” degli scritti era chiamato a sottoporsi alla prova pubblica della stessa durata e caratterizzata dalla succinta illustrazione delle prove scritte e dalla discussione di brevi questioni volte ad attestare la sua preparazione giuridica.

La vera e propria novella riguarda, da un lato, le materie oggetto di esame e, dall’ altro, le modalità di formulazione delle domande ai candidati.

Relativamente alla prima modifica, le materie obbligatorie sono diritto civile, diritto penale e le due procedure relative, nonché l’ordinamento e la deontologia forense.

Al candidato sono richieste, inoltre, altre due materie, a sua scelta, tra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento penitenziario e giudiziario.

Sino a quest’anno, invece, il novero delle materie obbligatorie comprende una procedura, civile o penale a sua scelta, e l’ordinamento e la deontologia forense.

Ad esse vanno aggiunte cinque materie, scelte liberamente dal candidato, tra diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario.

Sembra evidente che il nuovo esame di Stato si profili sotto, questo punto di vista, maggiormente impegnativo rispetto a quello degli anni precedenti, togliendo al candidato la possibilità di alleggerire il carico dello studio volto alla preparazione della prova orale: spesso, infatti, al momento della presentazione della domanda, egli era portato a scegliere le materie più semplici e meno corpose, visto anche il loro numero e il breve lasso di tempo intercorrente tra la comunicazione degli esiti degli scritti e l’inizio delle prove orali, periodo durante il quale egli iniziava lo studio relativo.

La materia del diritto civile e quella del diritto penale, le quali, obbligatoriamente dovranno essere preparate dall’aspirante avvocato, insieme alle procedure relative, per la prova orale, impongono, data la loro mole, un solido studio, non lasciato alla frenesia del periodo successivo alla pubblicazione delle ammissioni all’orale, ma costante (perché si presuppone che esso sia già iniziato prima degli scritti, viste anche le novità in tema di pareri e atti senza codici commentati) anche nei mesi successivi alla tre prove scritte e intensificato, ai fini del ripasso, una volta appresa la (felice) comunicazione dell’ammissione alla prova orale.

Quanto alla materia a scelta è prevedibile che il candidato opti per ovvie ragioni per quella a lui più congeniale in termini di passione e di apprendimento.

La seconda importante novità, come anticipato, attiene alle modalità di formulazione delle domande: dal 2017, in un’ottica di maggiore imparzialità e correttezza delle operazioni, si procederà, alla presenza del candidato che ben può esercitare il suo diritto di assistere, all’estrazione a sorte operata dalla commissione distrettuale dal data base tenuto dal Ministero della Giustizia.

Quest’ultimo, in particolare, è alimentato per gli anni successivi attraverso l’inserimento, da parte di ognuna delle commissioni e delle sottocommissioni distrettuali entro quindici giorni dalla conclusione delle prove orali, di un congruo numero di domande per ciascuna materia d’esame, con scelta rimessa alla commissione centrale, entro novanta giorni dal termine delle prove scritte, del numero minimo di domande da predisporre, oltre alla selezione da parte della medesima dei criteri di classificazione delle stesse, per un loro agevole reperimento ed una facile comparazione.

È prevista, inoltre, la possibilità da parte dei commissari di formulare ulteriori domande di approfondimento della domanda estratta al fine di testare l’effettiva preparazione del candidato.

Mutano, invece, solo parzialmente le regole relative all’attribuzione del punteggio in quanto anche a partire dalla sessione 2017/2018, ogni componente della commissione disporrà di dieci punti di merito per ciascuna delle materie di esame, come nelle sessioni precedenti, ma il candidato conseguirà l’idoneità solo qualora abbia ottenuto un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia, diversamente dal passato in cui essa presupponeva il conseguimento di un punteggio complessivo per le prove orali non inferiore a 180 punti e non inferiore a 30 punti per almeno cinque prove.

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