Quella piccola grande sfida chiamata “Esame d’Avvocato”. L’importanza della prova orale.

Dopo la gioia per il superamento delle prove scritte – che ben ripaga i sacrifici sino a quel momento affrontati – l’aspirante avvocato si trova di fronte ad una nuova e forse più impegnativa sfida: portare all’esame orale ben sei materie che, di solito, si trova a studiare sotto il cocente sole d’agosto, mentre tutti i suoi amici si godono il mare.

 

Si tratta, a ben vedere, di una prova dura, anche psicologicamente, ma tutto sommato approcciabile se affrontata con il giusto metodo di studio e tempismo, anche se v’è da dire che il “Nuovo esame d’Avvocato” ha innalzato la soglia di difficoltà, prevedendo l’obbligatorietà delle due materie processuali per l’eccellenza: la procedura civile e penale.

 

La maggiore difficoltà risiede, non tanto nella complessità della singola materia, quand’anche si tratti di una procedura, quanto nella circostanza di doverne studiare e memorizzare sei tutte assieme, in un lasso di tempo piuttosto ristretto. Impresa che il quasi-avvocato non ha mai fatto in vita sua.

 

Ciò richiede anzitutto la padronanza di un buon metodo di studio, basato anzitutto sulla suddivisione del programma per macro-aree concettuali con collegamenti sistematici, sulla schematizzazione e mappatura degli argomenti più importanti al fine di sfruttare la memoria visiva, così velocizzando il ripasso e, soprattutto, sull’acquisizione di una buona tecnica di esposizione orale.

 

Quest’ultimo aspetto, nella quasi totalità dei casi, fa la vera e propria differenza, decidendo non solo della promozione, ma anche, e soprattutto, della più alta votazione in sede di esame orale, con la possibilità di conseguire le prestigiose onorificenze che l’Ordine degli Avvocati assegna ogni anno ai giovani avvocati più meritevoli.

 

Del resto, capita sovente e spiacevolmente, che candidati particolarmente preparati non riescano a superare l’esame orale a causa di un blocco psicologico (vinti dall’ansia o dalla abitudine di non ripetere) o di una scarsa capacità di comunicazione ed esposizione degli argomenti chiesti dalla Commissione.

 

Per tali motivi, è essenziale esercitarsi ripetendo diffusamente le materie già adeguatamente metabolizzate e schematizzate, sforzandosi di enucleare, in modo chiaro, sintetico e con un appropriato lessico tecnico giuridico, definizioni e disciplina degli istituti giuridici, al fine di rispondere esaustivamente alle domande formulate dalla Commissione.

 

Sul punto, infatti, occorre precisare che l’esame orale d’avvocato si distingue dall’ordinario esame orale universitario proprio per la stringatezza delle risposte, che devono essere estremamente precise, tecniche e sintetiche.

 

Ne consegue anche l’importanza della scelta dei libri da cui preparare le suddette materie che, per le ragioni suesposte, ivi compreso il fattore tempo, non possono ovviamente essere i manuali major adoperati all’università.

 

Si tratta di una piccola grande sfida, da affrontare sempre con grande ottimismo poiché, come dice Richard Bandler “le persone ottimiste ottengono risultati migliori praticamente in ogni ambito della vita, rispetto alle loro pessimistiche controparti”.

 

Avv. Elisabetta Patrito insegnate Speciale della Scuola Edizioni Giuridiche – Formazione

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